Brutti e cattivi ma dannatamente bravi

I bravi ragazzi raramente mi piacciono.
Conto le eccezioni sulle dita di una mano, poche e straordinarie.

Sono attratto invece dai brutti e cattivi ma dannatamente bravi.
Nello sport, nella musica ma anche nel business e nella vita provo empatia per questo genere di uomini.

Slash, Billy Gibbons, Lemmy Kilmister piuttosto che Walter Samuel o Jason Statham, tutti brutti ma con quella cattiveria che va oltre l’agonismo e diventa un modo per aggredire la vita.

Adoro chi vive a tavoletta, e provo invidia quando mi scopro seduto.
Osservo mia figlia durante le sue giornate, un moto perpetuo sempre pronta a qualunque scalata, sempre al massimo finché ne ha da spendere.
“La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento” (George Edward Woodberry), e mia figlia come questi brutti e cattivi ma dannatamente bravi è sempre lì a tentare.

Che sia un film, un brano rock o Ginevra che prima di camminare vuole risalite lo scivolo a mille, gli esempi per rilanciare l’azione sono tanti!

“Se non ti piace il Rock’n Roll non è una questione di gusti, il problema è solo tuo”. Lemmy

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