Amazon Prime Day deludente

Avete comprato qualcosa ieri approfittando del Prime Day di Amazon?

Il giorno di prezzi scontati di Amazon è stato molto deludente, disattendendo le aspettative dei più e proponendo poche cose veramente attraenti.

Da una breve indagine fra colleghi, amici e familiari è risultata una delusione comune.
I più hanno paragonato il Prime Day al Black Friday della stessa Amazon riscontrando poche offerte interessanti a prezzi normali.

Fino ad arrivare a mia moglie ed al suo circolo di mamme letteralmente inviperite “perché da Bimbostore trovi le stesse offerte se non migliori, ho controllato di persona”.

Ringraziamo tutti Amazon per la giornata di risparmio che ci ha offerto non facendoci spendere.

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Hardware Class a Modena

Si è tenuta ieri presso l’incubatore Knowbel di Spilamberto la prima edizione emiliana della Hardware Class.

Hardware Class è il primo programma in Italia per imprenditori e aspiranti tali che vogliono acquisire competenze e motivazioni necessarie ad avviare un progetto di innovazione nella propria azienda oppure una start up di prodotto.

Ho partecipato come Product Manager di Bompani elettrodomestici con l’obiettivo principale di incontrare startup e competenze con particolare focus su domotica ed innovazioni utili per l’ambiente cucina.
Inoltre mi interessa confrontare il nostro metodo con esperienze diverse dalle nostre, e soprattutto con punti di vista diversi, più avanzati, da frontiera tecnologica come in questo caso.

La mattina è stata dedicata a varie presentazioni moderate dal giornalista Emil Abirascid di Startupbusiness.

Tutti gli interventi sono stati molto interessanti e degni di nota, e ben integrati fra loro.

Industrio, startup accelerator di Rovereto, finanzia e supporta la creazione di aziende di prodotto.
Incubator unico nel suo genere in Italia, offre al team selezionato un finanziamento iniziale, risorse tecniche per lo sviluppo, la prototipazione e un supporto manifatturiero basato su una rete di aziende manifatturiere del nord Italia tecnologicamente all’avanguardia.
Con l’obiettivo di sperimentare l’idea di prodotto ed arrivare ad un concept fisico funzionante trasformando il team in una azienda operativa entro 6 mesi.
Un aspetto fondamentale di Industrio secondo me sta nella compagine di Industrio.
Si tratta di persone che hanno fatto e fanno impresa a livelli diversi.
Jari Ognibene, speaker di Industrio presente ieri, fa parte di Proxy 42, startup in fase di lancio in ambito gaming che ha già produzione e portafoglio ordini importanti.
Ed una visione di cosa può funzionare e avere mercato.

La rete creata da Industrio è internazionale e arriva dall’Italia fino a Shenzhen e al Messico.
Il processo di creazione di impresa dalla startup ha tre topics fondamentali:
– specifics: qualcosa di tecnicamente riproducibile
– margins: gestire costi e margini
– contract manufacturing: scegliere bene un partner per la produzione con qualità e tempi adeguati

Andrea Cattabriga ha presentato Slow D.
Nata dal mondo Fab Lab, Slow D è una piattaforma di matching fra designer e aziende manifatturiere per produrre localmente prodotti in ambito furniture.
L’idea è molto interessante, nasce dalla visione di Ideo del design come progettazione di relazioni e interazioni, ed ha addirittura vinto il Compasso d’Oro per un servizio e non per un prodotto.

Carlo Tassi di B-Engine ha portato il punto di vista dell’investitore.
Il main focus del suo intervento è stato sul rischio nelle startup di prodotto è di essere fagocitate totalmente da un approccio prodotto-centrico.
Tutte le risorse vanno al prodotto, al suo sviluppo e alla sua qualità.
Ma la condizione principale deve essere l’attenzione al mercato, perché è il mercato che determina la fortuna di un prodotto.
Fondamentale è sapere quale bisogno soddisfa il prodotto e quindi quanto vale sul mercato.

Luca Baldazzi ha presentato Arrow Electronics, primo distributore mondiale di componenti e sistemi elettronici con un fatturato di 30 miliardi US $ con 20.000 dipendenti.
Le attività e il supporto per le startup di Arrow sono tantissime e tutte degne di nota, ma una riflessione mi ha colpito in particolare.
Una macchina a guida autonoma scarica 40 TB al giorno in cloud.
Questo significa oltre ad una nuova generazione di tecnologie per il trasferimento e il processo di dati , ripensare l’auto (e tutti i prodotti tecnologici in genere compresi gli elettrodomestici) come sistemi che si settano in funzione di quello che sto facendo tramite oggetti che portiamo con noi come fitbit piuttosto che smartphone.

Lapsy è una startup nata da aziende hardware e software focalizzate su sistemi complessi che si occupa di sensori a basso costo per automazione industriale e domotica.
Marco Malaguti di Lapsy ha illustrato l’obiettivo aziendale di mettere a disposizione oggetti intelligenti, posizionabili ovunque, che comunicano con l’ambiente che ci circonda risolvendoci problemi in maniera semplice ed economica.
L’obiettivo è superare in domotica e in ambito sicurezza industriale il concetto di su misura con costi enormi e rendere la soluzione fruibile a tutti.
Per fare ciò è fondamentale investire su parte commerciale e comunicazione: se hai il migliore prodotto del mondo ma non lo sa nessuno non vai da nessuna parte.

Stefano Marzani, Autonomous-X Pioneer che vive e lavora a Palo Alto, ha portato la discussione a livelli stellari!
Imprenditore dal 2005 con uno dei primi display senza lancetti in Ferrari con Re-Lab, ha portato la sua esperienza che ha come punto fondamentale il cambio di paradigma enunciato da Michael Porter nel 2014 che mette in soffitta il modello delle 5 forze competitive di fronte all’avanzata dei prodotti smart connessi che trasformano irreversibilmente la competizione, e l’annuncio di Tesla del 14/10/2015 in cui comunicava via email la disponibilità di un aggiornamento software per avere l’auto pilot sui prodotti già venduti.
L’auto è la summa tecnologica di questa filosofia in 4 steps successivi, monitoring, control, optimization e autonomy, e con Tesla si ha la realizzazione del cambio di paradigma.
Questo cambio modifica la natura del prodotto e dell’industria.
E su tutti i prodotti di tutti i tipi è fondamentale essere anche data center e produrre internamente il proprio software per avere evolutività continua e reazione rapida ai mutamenti del mercato.
Gli esempi del Case Magnum, trattore a guida autonoma, e zumepizza.com sono altrettanto emblematici.

Secondo Stefano il what’s next è “calm technology”, una tecnologia olistica che pervade tutti gli oggetti che abbiamo intorno a noi.
Adesso non abbiamo tempo, fra poco non avremo più nemmeno attenzione, e la tecnologia renderà possibile fare tutto in automatico senza bisogno di controllo.

Nel pomeriggio sono state realizzate due tavole tematiche a rotazione, una su prototipazione e produzione ed una su business e sales.
Il confronto ristretto è stato proficuo anche per un business maturo come quello in cui opero, e spero porterà frutto nei prossimi mesi.

Una giornata interessantissima, uno sguardo su tecnologia, impresa e sviluppo fuori dell’ordinario che spero possa ripetersi perché serve, fa tirare fuori il collo dalla sabbia ed apre la visuale in modo drastico.

Ringrazio in particolare Democenter per l’invito e tutti i partecipanti, anche quelli non citati fra il pubblico come KHENI wearables, per la disponibilità e la voglia di mettersi in gioco.
A presto!

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Un cv diverso dal solito word

Oggi stanco del solito format del mio cv ho provato un nuovo servizio visto qualche giorno fa in LinkedIn.

Enhancv è un portale che permette di realizzare rapidamente e con grande facilità un curriculum con layout personalizzato e molto fresco.

Purtroppo non tutti i campi e le possibilità sono free, e il servizio premium è molto costoso.
Ma già dal livello base è possibile ottenere qualcosa di fresco e impattante.

Per dare un idea, potete vedere qui i risultati di questo esperimento.

Buona compilazione!

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Piccole donne crescono

Durante la mini vacanza Pasquale ho preso in mano il cellulare di mia moglie.
Che ha tanti difetti, fra cui di non cancellare o scaricare mai le foto.

E così ho passato in rassegna le foto di Ginevra, di sua cuginetta Nicole, e di altre amichette varie.

Sono passati solo 17 mesi, ma la nostra piccola cresce a vista d’occhio!

6 denti già abili e operativi più altri 4 in arrivo, è divenuta esigente nel mangiare riconoscendo e premiando la buona cucina.

Corre sempre più veloce e sale da sola la scala dello scivolo al parco.

Ha le sue inclinazioni stilistiche, pretende di mettersi una maglia piuttosto che un’altra con un gusto sopraffino che ricorda forse certe zie ancor prima che la mmamma ;-)

Non parla ma sa farsi capire, dice tanti no riflettendo i mille paletti che le dannate nostre buone maniere le impongono.

E anche quando perdo la pazienza per i suoi capricci come capitato stanotte, poi mi perdona e si accoccola per addormentarsi.

E cresce dannatamente in fretta, troppo!

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Brutti e cattivi ma dannatamente bravi

I bravi ragazzi raramente mi piacciono.
Conto le eccezioni sulle dita di una mano, poche e straordinarie.

Sono attratto invece dai brutti e cattivi ma dannatamente bravi.
Nello sport, nella musica ma anche nel business e nella vita provo empatia per questo genere di uomini.

Slash, Billy Gibbons, Lemmy Kilmister piuttosto che Walter Samuel o Jason Statham, tutti brutti ma con quella cattiveria che va oltre l’agonismo e diventa un modo per aggredire la vita.

Adoro chi vive a tavoletta, e provo invidia quando mi scopro seduto.
Osservo mia figlia durante le sue giornate, un moto perpetuo sempre pronta a qualunque scalata, sempre al massimo finché ne ha da spendere.
“La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento” (George Edward Woodberry), e mia figlia come questi brutti e cattivi ma dannatamente bravi è sempre lì a tentare.

Che sia un film, un brano rock o Ginevra che prima di camminare vuole risalite lo scivolo a mille, gli esempi per rilanciare l’azione sono tanti!

“Se non ti piace il Rock’n Roll non è una questione di gusti, il problema è solo tuo”. Lemmy

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Perché non vieni a correre alla 5.30?

Incontro di lavoro oggi in centro a Modena, il mio interlocutore mi dice “Perché non vieni a correre alla 5.30?”
E così vengo a conoscenza di Run 5.30, iniziativa nata a Modena nel 2009 come proposta di un progetto con, al centro, il binomio vincente movimento e sani stili di vita.

5,3 km non competitivi nel cuore della città alle 5.30 di un giorno lavorativo per promuovere un sano stile di vita attraverso il movimento, il cibo, la cultura, l’arte e l’esperienza, nel contesto in cui la gente vive e lavora, con un evento sostenibile a impatto zero.

Mostro un certo imbarazzo dovuto ad un evidente segno di benessere, ma Marco, il mio interlocutore, mi assicura che è proprio per tutti, per rimettersi in forma, per ammirare la città senza traffico, respirando aria più pulita del solito, e senza rubare tempo a famiglia o lavoro.

Non so se parteciperò all’evento, ma la tentazione di ammirare Modena, Bologna o Ferrara alle 5.30 di mattina a piedi è forte!

Potete trovare le informazioni richieste sul sito dedicato, il calendario prevede queste prossime tappe:

Run5.30 Milano 22 maggio, venerdì ore 5:30
Giardini I. Montanelli, Milano, Italia

Run5.30 Torino 29 maggio, venerdì ore 5:30
Piazza San Carlo, Torino, Italia

Run5.30 Modena 5 giugno, venerdì ore 5:30
Parco Novi Sad, Modena, Italia

Run5.30 Bologna 12 giugno, venerdì ore 5:30
Piazza Santo Stefano, Bologna, Italia

Run5.30 Ferrara 19 giugno, venerdì ore 5:30
Piazza Castello, Ferrara, Italia

Run5.30 Bari 26 giugno, venerdì ore 5:30
Piazza Del Ferrarese, Bari, Italia

Run5.30 Nottingham 3 luglio, venerdì ore 5:30
Old Market Square, Nottingham, UK

Run5.30 Venezia 10 luglio, venerdì ore 5:30
Fondamenta Le Zattere, Venezia, Italia

Run5.30 Riva del Garda 17 luglio, venerdì ore 5:30
Via Rainer Maria Riike, Riva del Garda, Italia

Run5.30 Roma 31 luglio, venerdì ore 5:30
Via dei Cerchi, Roma, Italia

Run5.30 Reggio Emilia 28 agosto, venerdì ore 5:30
Piazza della Vittoria, Reggio Emilia, Italia

Run5.30 Mantova 11 settembre, venerdì ore 5:30
Piazza Sordello, Mantova, Italia

E allora buona corsa all’alba a tutti!

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Aperti i Giardini del Gusto a Modena, grazie a tutti!

Sabato scorso io e la mia famiglia abbiamo partecipato all’inaugurazione dei Giardini del Gusto a Modena.

I giardini Ducali e la Palazzina Vigarani ospitano dal 9 maggio al 20 settembre questa iniziativa per esaltare la vocazione gastronomica del territorio Emiliano e i suoi prodotti D.O.P. e I.G.P.

Inaugurazione dei Giardini del Gusto tenutasi sabato 09/05/2015 a Modena presso la Palazzina Vigarani

Inaugurazione dei Giardini del Gusto tenutasi sabato 09/05/2015 a Modena presso la Palazzina Vigarani

Mostre, lezioni magistrali, show cooking, spettacoli, film, concerti, con molti nomi importanti, da Cannavacciulo a Frankie Hi-Nrg, passando per Valerio Massimo Manfredi tanto per fare un esempio.
Parte così la rassegna “Piacere Modena, i giardini del gusto e delle arti”: oltre 130 appuntamenti, tutti i giorni, quasi tutti gratuiti, che accompagneranno i visitatori provenienti da Expo in terra Emiliana.

E voi cari amici vi starete chiedendo come mai un Bolognese DOC come me sta scrivendo di eventi Modenesi?

Semplice, perchè la Modenese Bompani ha sponsorizzato l’evento fornendo cucine e frigo per gli allestimenti in Palazzina Vigarani dandomi mandato operativo.

Il tinello letterario all'interno della Palazzina Vigarani  arredato con elettrodomestici Bompani

Il tinello letterario all’interno della Palazzina Vigarani arredato con elettrodomestici Bompani

E per questo voglio cogliere l’occasione per ringraziare chi mi ha aiutato in questo bel lavoro: Danilo e Renato da Conegliano, l’architetto Partesotti a cui devo ben più di un caffé, Antonio e il suo collega da San Giovanni in Persiceto di cui non ricordo il nome ma solo la splendida t-shirt coi baffi, Stefania e Martina, Alberto, Nicola e Paolo da Ostellato, Bendini, e soprattutto Alessandro che come tante altre volte mi è venuto in soccorso nel momento più critico senza risparmiarsi.

Faccio i miei complimenti anche a chi ha gestito la macchina organizzativa, in particolar modo a Marco Panini, ed invito tutti a passare dai Giardini del Gusto per una piacevole passeggiata!

Il programma è consultabile online e molto interessante, ci vediamo a Modena!

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Il falso mito dell’obsolescenza programmata

Marco Spuri di Confindustria CECED, l’associazione dei produttori di elettrodomestici, ha rilasciato una recente intervista a Repubblica in cui denuncia un fatto ovvio: l’obsolescenza programmata è una leggenda.

Concordo in toto con quanto affermato da Marco Spuri per quanto riguarda i produttori Europei di elettrodomestici: non praticano l’obsolescenza programmata.

Il falso mito dell'obsolescenza programmata

Il falso mito dell’obsolescenza programmata

Questa mia convinzione nasce innanzi tutto da 13 anni di esperienza nel settore.
Periodo in cui ho conosciuto e frequentato la maggior parte dei produttori Europei sia come cliente che come fornitore toccando con mano il processo di sviluppo al loro interno.

Sia da considerazioni pratiche, in parte riportate nell’intervista anche da Marco Spuri.

1) La cosa che a noi produttori Europei sta più a cuore in assoluto è la fiducia e la fidelizzazione dei nostri clienti.
La fedeltà di un cliente vale oro, è rara, e difficilissima (e costosa) da guadagnare.

2) Un prodotto prematuramente obsoleto fa parlare male di una marca, e la brand reputation è fondamentale.
Non solo, spesso e volentieri un prodotto prematuramente obsoleto e fuori garanzia non viene riparato ma sostituito con uno di un’altra marca, e quindi non rappresenta certo una entrata economica per chi lo ha prodotto.

3) Non è vero che la durata degli apparecchi elettrodomestici sia calata così tanto come dichiarato dai promotori delle campagne anti obsolescenza programmata, anzi, molti studi indipendenti mostrano la sua stabilità.
Mentre è dannatamente più difficile fare un frigorifero in classe energetica A+++ robusto e durevole come un frigorifero in classe C o D di 20 anni fa, piuttosto di una lavatrice che con 50 litri d’acqua lavi bene come una vecchia che ne consumava 130.
La complessità di alcuni elettrodomestici è aumentata notevolmente per svariate ragioni, in primis normative, negli ultimi 15 – 20 anni.

4) Il prezzo medio dei grandi elettrodomestici è sceso notevolmente negli ultimi 20 anni se collegato al salario medio.
Quindi più complessità ma prezzi più bassi.
Rischiare l’obsolescenza programmata in un mercato dai margini così risicati sarebbe folle.

5) Non esiste nulla di più facile da verificare che l’obsolescenza programmata di un comparto come l’elettrodomestico che vende milioni di pezzi all’anno in Europa.
Se uno specifico codice muore sempre nell’anno x, mostrateci i dati.

Ho utilizzato l’aggettivo Europeo non a caso nel testo.
L’ho usato perché sono certo che fedeltà, brand reputation e soddisfazione del cliente non interessino ad alcuni produttori extra UE.

Avete mai visto offerte a prezzi stracciati di elettrodomestici di marche sconosciute?
Secondo voi come potrà mai essere la qualità di una lavatrice da 169€ al pubblico?
Che interesse ha un marchio tattico, che dopo pochi anni non sarà più presente sul mercato, a dare un prodotto affidabile se non quel tanto che basta a superare il periodo di garanzia?

Accompagno queste domande a due inviti.

Il primo è rivolto ai promotori della campagna anti obsolescenza programmata: sparare nel mucchio consente di avere visibilità, ma invito a fornire dati circostanziati a suffragio di questa tesi e a rivolgere l’attenzione verso chi immette nel mercato prodotti di infima qualità.

Il secondo ai consumatori: comprare prodotti extra UE a basso costo è lecito, molto meno farlo per poi lamentare scarsa qualità, pessima assistenza o prestazioni ridicole.

Abbandonate il falso mito dell’obsolescenza programmata e piuttosto comprate Italiano!

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